LA MISSION DELL’ASSOCIAZIONE E LA SVOLTA EDUCATIVA
Era l’estate del 2013. Venivamo da un anno di lavoro al reading «Pugni nello stomaco – La violenza sulle donne raccontata dagli uomini». Un anno di confronto serrato tra donne e uomini, giornalisti, teatranti, scrittrici e scrittori, avvocati, studentesse e studenti. Un anno di discussioni, di riflessioni. Un anno di paradossi: di femminicidio si parlava sempre di più, ma i femminicidi non si fermavano, anzi.
Abbiamo cominciato a immaginare un gruppo di lavoro misto centrato su una sfida: combattere la violenza di genere parlando non soltanto alle donne, ma anche e soprattutto agli uomini. Raccontando un altro genere di storie o, se volete, storie di un altro genere. Recuperando le narrazioni dimenticate o mistificate, oltre gli stereotipi e i luoghi comuni, ma anche contribuendo a costruirne di nuove in tutti gli ambiti dove maturano le relazioni: nelle famiglie, nelle scuole, nelle piazze, nelle carceri.
È nata così l’associazione culturale “Tutto un altro genere”. E ha debuttato con una serata speciale, il 7 settembre: «Gaeta racconta… il tempo delle donne», un viaggio attraverso le varie età delle donne con la scrittrice Loredana Lipperini e la ricercatrice Federica Di Sarcina.
Da quel lontano 2013 tanta strada è stata fatta e molti progetti sono stati portati avanti, solcando con grande convinzione la strada dell’educazione delle future generazioni alle tematiche a noi care che ci hanno dato la vita.
Con Parole che aprono i tuoi occhi al mondo le narrazioni non violente sono entrate nel luogo dove la violenza è di casa, il carcere ed è stato riscritto un piccolo ma intenso percorso di rieducazione e riabilitazione attraverso la parola e attraverso il teatro.
Dopo il terremoto del centro – Italia del 2016, siamo ripartiti dalla musica con Zeus il gatto magico e dai bambini e dalle bambine che sono il nostro futuro, con il progetto Memoria e resilienza, per educare in sinergia con la scuola, alla resilienza, all’inclusione, alla parità di genere, all’empatia.
Durante e dopo la pandemia di Covid – 19, continuiamo a mettere al centro del nostro operato l’arte, la bellezza e l’educazione, per rifondare e ripensare un mondo più equo, più giusto, più solidale, più attento alle differenze, più attento alla scienza e alla salute pubblica, più attento all’ambiente: a zero stereotipi.